Courmayeur Mont Blanc Skyrace

VAT, il mio allenamento personalizzato
Novembre 1, 2018

Courmayeur, già capitale del trail – qui si svolgono competizioni di fama mondiale come l’UTMB® (Ultra-Trail du Mont Blanc) e il Tor des Géants® – per il secondo anno consecutivo ospita la Courmayeur Mont Blanc Skyrace , tra le principali sfide verticali.
Un richiamo irresistibile per gli appassionati di vertical running e per i migliori atleti internazionali della specialità, che avranno l’occasione di attraversare i paesaggi selvaggi ed estremamente vari del Monte Bianco.
La gara prevede 11 chilometri per un dislivello positivo di oltre 2200 mt con arrivo a Punta Helbronner a 3.466 metri di altitudine. A rendere eccezionale questa sfida è la meta da raggiungere, la terrazza circolare dei ghiacciai, in cima alla stazione Punta Helbronner. Un punto di osservazione che offre un panorama senza eguali: la vista spazia a 360° sulla catena del Monte Bianco, e abbraccia con un solo sguardo gli altri 4000 delle Alpi, il Cervino, il Monte Rosa, il Gran Paradiso. Durante la gara il pubblico potrà ammirare la corsa a bordo delle cabine e dalle stazioni del Pavillon e di Punta Helbronner.

 

       

 

Brefing

Per partecipare alla gara pagando la quota di 45€ ed evitare rincari, bisogna effettuare l’iscrizione alla Courmayeur Mont Blanc Skyrace con qualche mese di anticipo. La somma comprende: pacco gara con materiale tecnico X-Bionic, biglietto nuove funivie Monte Bianco e pranzo post gara.

Ecco la mia esperienza: arrivato a Courmayeur il venerdì pomeriggio seguiamo le indicazioni che ci portano in un grande salone dove una decina di volontari consegnano i pacchi gara e mettono al polso di ogni partecipante un braccialetto di carta microchippato da tenere per tutta la competizione.  Nel pacco gara troviamo uno zainetto-trail con camelbak marchiato X-Bionic (mainsponsor). Al briefing, dopo la presentazione dei top-runner, ci avvertono che, causa neve nella parte alta del percorso, sarà obbligatorio infilare sopra le scarpe dei ramponcini per affrontare adeguatamente gli ultimi 400D+ e questi vengono forniti prontamente a tutti i 350/400 iscritti alla gara: la perfetta organizzazione anche in caso di imprevisti mi ha piacevolmente colpito.

 

Il percorso

La salita è quella classica che si effettua seguendo il sentiero da Courmayer verso la Punta Helbronner: un innegabile tracciato di rilevanza storica e culturale.

La gara nei primi 3 chilometri si sviluppa su terreno ondulato, misto asfalto e sterrato, fino a raggiungere Pontal d’Entreves. Da qui prosegue sul tratto boschivo del sentiero di caccia per altri 3 chilometri e quasi 900 mt di dislivello per raggiunge il rifugio Pavillon, primo tronco della funivia, dove è obbligatorio indossare il caschetto. Si sale lungo un sentiero roccioso con un balzo di 1200 metri di dislivello fino ad arrivare al Rifugio Torino Vecchio. Questo tratto presenta diverse difficoltà di cui la principale è districarsi tra le grandi rocce aiutandosi con le corde fisse. Molto suggestiva è l’entrata nella nuova funivia attraverso una scaletta sospesa nel vuoto e la corsa lungo la scalinata che porta all’arrivo con tutto il pubblico che incita gli atleti.

 

Scarica la traccia GPS

 

Inside the Courmayeur Mont Blanc Skyrace

Riscalmento… 3… 2…1…Pronti, VIA!

I primi 4 atleti dell’esercito se ne vanno fin da subito con un ritmo troppo forte per me, così prendo il mio ritmo e al secondo km mi ritrovo quinto con un buon margine sui miei inseguitori. All’inizio del terzo km, però, mi accorgo di aver sbagliato a non portarmi dietro i bastoncini. Infatti prima di arrivare al Pavillon (punto intermedio) bisogna affrontare un ampio prato molto ripido dove, chi ha con sè i bastonicini e li sa usare bene, guadagna un vantaggio in tempo rispetto a chi non li utilizza. Quando subito dopo il Pavillon trovo un secondo prato ripido, vengo raggiunto da un avversario che mi supera, ma il difficile deve ancora arrivare.

 

 

Gli ultimi 400D+ sono davvero difficili: la salita continua ad essere molto ripida ma con la differenza che si snoda tra grandi massi. Ulteriore difficoltà la neve nonostate i ramponcini che infilo per iniziare a salire verso punta Helbronner. Metro dopo metro sento che le forze mancano sempre di più e quando ormai manca poco vengo superato da un’altro avversario che ha un passo decisamente più “fresco” del mio e si trova più a suo agio su questo tipo di terreno. Trovo le ultime forze grazie alla gente che mi sprona a non mollare e finalmente arrivo alla terrazza panoramica di punta Helbronner. Il mio risultato? La settima posizione.

 

Complimenti al vincitore di questa edizione è Nadir maguet seguito da Daniel Antonioli e Manfred Reichegger.

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